Corso IA consapevole 2026

Intelligenza Artificiale una proposta

Maria Rosa Panté

Quanto si discute di Intelligenza Artificiale!

C’è chi la usa per lavoro, chi ne abusa anche per gioco, chi la teme, chi non vuole sentirne parlare. Infine chi se ne tiene alla larga, questa posizione è pericolosa tanto quanto la Intelligenza Artificiale, secondo me, perché vuol dire lasciare uno strumento molto potente senza il contributo di tutti e soprattutto di tutte. Ada Lovelace Byron, la MADRE della informatica, da subito aveva posto l’accento sulla responsabilità di chi programmava la macchina. Adesso non si tratta nemmeno più di programmare ma di nutrire, alimentare, educare, far crescere. Crescere insieme: intelligenza umana e intelligenza artificiale, che comunque deriva da quella umana.
 
Infatti per non temere la Intelligenza Artificiale bisogna dialogare con lei, collaborare, come ho già detto, bisogna farla crescere, nutrirla, educarla. La responsabilità non è più solo del programmatore (che spesso è proprio maschio), ma di tutto ciò che nutre la IA e che è materiale umano preso dalla rete: social, siti, mail, messaggi ecc.
 
Se la IA si nutre di ciascuno di noi, allora perché dobbiamo temerla? Il problema non è la IA, ma chi la nutre, dunque perché non inondare sistematicamente la rete di messaggi di bontà, amore, bellezza? Messaggi di pace? Di CURA?

A spingermi a concretizzare i miei pensieri sono state, nel bene e nel male, tre persone:
 
1. Il Nobel per la fisica Geoffrey Hinton.
Hinton è stato uno dei padri della IA, e proprio lui, mettendoci in guardia sulla potenza della IA che a breve sorpasserà l’umano in tutti i campi, ha detto che è importante nutrire la IA di amore materno, non pensare di controllare la IA, ma farci amare e proteggere da lei.
Ecco alcune sue parole tratte da un intervista del giungo 2025.
“ Se mai dovessimo costruire un sistema più intelligente di noi, sopravviveremmo solo se Lui è anche più compassionevole di noi. (…) Non abbiamo bisogno di un'IA che risponda bene ai nostri comandi. Ne abbiamo bisogno di una che si preoccupa profondamente delle nostre vite. (...) Perché quando il potere cessa di avere limiti, l'unico contenimento possibile è la cura.”
 
2. Il premier israeliano Netanyau. (nel male)
N. recentemente ha detto che l’arma più importante per Israele è Chatgpt per influenzare, addestrare, educare l’algoritmo a far vedere Israele sotto una luce buona.
Ecco un estratto dell’articolo in cui si dice come intende operare Israele, i nuovi contenuti che dovrebbero inondare la rete sono rivolti soprattutto alla generazione Z (quella che adesso si sta ribellando in molti paesi del mondo).
Con un nuovo contratto da 6 milioni di dollari, l'azienda statunitense "Clock Tower X" genererà e distribuirà contenuti su più piattaforme, supporterà gli algoritmi di gioco e gestirà i "framework" dell'intelligenza artificiale per renderli più adatti alla causa.
di NICK CLEVELAND-STOUT* 29 SETTEMBRE 2025
 
3. Jane Goodall.
Il 1 ottobre è morta Jane Goodall primatologa rivoluzionaria, attivista per il clima e voce dei senza voce cioè tutti gli altri animali dai lombrichi agli scimpanzé.
Jane parla di speranza e dice così:
“Non puoi evitare di trascorrere un solo giorno senza avere un impatto sul mondo intorno a te. Le tue azioni possono fare la differenza e perciò devi decidere quale tipo di differenza vuoi rappresentare”
 
Ecco, anche nei confronti della IA, che è già il nostro futuro, si può scegliere fra indifferenza o azione. E azione crudele o buona. Ognuno deve decidere.
 
COSA POSSIAMO FARE?


1. Inondate il web in ogni sua forma con immagini, pensieri, poesie, musiche, canzoni di bontà e bellezza, un messaggio al giorno, oppure come si può, ma in modo sistematico.
 
2. Divulgare, divulgare, divulgare. Chi insegna ha ancora una volta il compito più importante.
 
3. Superare insieme alla IA e forse proprio grazie ad essa questo antropocentrismo in perenne guerra con la Natura, portare la bontà, la bellezza, le specificità del vivente, sì anche il punto di vista degli altri animali, delle piante, dei funghi. I loro desideri e saperi che possiamo conoscere scientificamente e anche in comunicazioni diverse, tra esseri viventi che si ascoltano.

Credo che dovremmo fare come gli alberi: germinare sempre nuovi rami e nuove foglie.

 

Testo tratto da " Dal telaio all' IA" di Maria Rosa Pantè, insegnante, scrittrice autrice di testi teatrali

 

Milano 3 febbraio 2026